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4.4.17

[CAP 1] La vita di un palloncino rosso

Ciao palloncini, oggi inizio una di quelle cose che sono senza senso e che mi vengono in mette mentre mi faccio la doccia, si come i miglior pensatori del mondo io ogni volta che sono sotto la doccia ho idea geniali (almeno per me e in quel momento)
Quindi dicevano che oggi vi avrei fatto partecipi di questa nuova idea, sappiate che ho trovato il coraggio di pubblicarla dopo un mesetto che è lì in bozza, non so cosa mi abbia spinto a dire ok oggi è il giorno giusto, ma lo è, OGGI È IL MIO GIORNO GIUSTO..

Quindi vi spiego prima che si urla all'ennesima blogger che sogna di scrivere romanzi.. no io non sogno di fare la scrittrice e anzi sono proprio negata nello scrivere qualcosa che supera le 10 pagine... ma amo scrivere diari, sono piena di quei bizzarri quaderni che ho riempito con descrizioni minuziose della mia vita, emozione dopo emozione, e avevo voglia di far tornare un po' il blog alla sua primaria esistenza, diario di bordo, diario della mia vita, non più solo recensioni o segnalazioni, che mi sembrano essere diventate così standard, monotone, avevo bisogno del mio spazio (all'interno del mio già spazio virtuale, capite che ho dei seri problemi) dove potermi sbizzarrire raccontando semplicemente quella pagina di diario di quel giorno x che avevo voglia di condividere con voi (o solo con me stessa, giusto per scriverla e realizzare cosa fosse successo)
ok come il mio solito ho iniziato mille discorsi senza senso...
sappiate che anche nell'offline sono così, inizio mille discorsi e a mala pena ne concludo uno (si ho amiche che mi ricordano la mia difficoltà nell'arriverà al punto della situazione)

comunque detto ciò dicevamo, avevo voglia di riportare il mio blog, almeno una parte, alla sua idea primaria di blog, ovvero il diari di bordo del possessore del blog.

quindi si ogni tanto il martedì trovate qualche capitolo della mia vita, la vita di un palloncino rosso, che alcune volte si sente pesante come un sasso e altre volte vola sempre più in alto..

Spero che vi piaccia, spero che qualsiasi mio giro contorto di parole possa appassionare anche voi per 10 minuti...

La pagina del diario di oggi riguarda il mio primo giorno della mia seconda vita..

Si beh anche se ho 22 anni e mezzo, 23 a Luglio, ho già diviso la mia vita in almeno tre parti, in tre vite, in tre rinascite se così possiamo dire, alcune lunga 18 anni, altre di poco meno di due anni..
Ma dicevamo il primo giorno della mia seconda vita è stato il primo giorno che sono arrivata a Bologna, questa città, così immensa ai miei occhi, mi faceva paura, ma non volevo ammetterlo ai miei genitori e soprattutto a me stessa, io ero forte, io ero indipendente, io avrei saputo cosa dire, fare...
Invece niente, il panico più assoluto.
Il primo soggiorno a Bologna sarebbe stato breve, sarei rimasta giusto una settimana perchè ancora non avevo un posto fisso (non mi avevano assegnato ancora il dormitorio), quindi dissi ai miei che sarei andata in treno, che volete che sia, Firenze-Bologna la fai in 40 minuti di Freccia.
Non avrei mai immaginato che una volta arrivata a Bologna, avrei dovuto aspettare fino alle 18 per poter entrare nel dormitorio provvisorio, ero totalmente alle prime armi che non avevo pensato che la domenica gli orari possono essere ridotti per la portineria. Avevo una valigia e non volevo stare a giro per la città. Trovai un parco, un tavolino e una panchina e li passai le mie ore. Lessi molto e la cosa mi sembrava di una pace unica.
MA
Pranzai con il panino di mamma, guardai la gara di motogp dal cellulare (Jorge vinse) controllando ogni 10 minuti che non finissi i giga di internet.
Ricordo quella telefonata che mi fece mamma, rigorosamente dopo le 15 (ormai sapeva che con le moto io la domenica ho un'ora di assenteismo sociale), loro erano dai nonni come ogni domenica, e ovviamente mi fece fare il giro di saluti. Non so come feci a non scoppiare a piangere, mi mancavano tutti, tanto, ero troppo abituata a vederli così regolarmente che non ci avevo mai pensato che mi sarebbe mancato persino il cane dei vicini dei miei nonni, eppure si mi mancano anche il suo guaire ogni volta sentiva rumori sospetti (che succedeva all'incirca ogni 5 minuti)
Quando risentii la voce di mia madre, che mi diceva ok amore stacco ci sentiamo domani (o in serata) feci così tanti respiri per non scoppiare in una valle di lacrime che se ci penso ancora ora ho già gli occhi lucidi e il naso che gocciola..
Lei probabilmente se ne accorse e mi disse altre due o tre bischerate e poi mi fece staccare a me la telefonata, ho ancora il messaggio che mi mando subito dopo, un banalissimo TVB bimba.
Beh la mamma è sempre la mamma no, e la mia è uno di quei personaggi che vorresti portarti sempre dietro, in tutte le avventure che affronti.
Beh quella giornata comunque si concluse con l'arrivo al dormitorio, le ragazze con cui avrei diviso l'alloggio per quella settimana, furono molto carine, avevano capito che ero una matricola della nuova vita, mi diedero un piatto di pasta e mi raccontarono un po' di loro. Ora ripensandoci non ricordo neanche i loro nomi, che peccato.
Ricordo solo le risate, forse anche loro avevano capito che era stata una giornata difficile e che avevo bisogno di sentirmi a casa, in famiglia.

Beh questa è la prima pagina di questo diario, la mia nuova vita è iniziata in una panchina di Bologna a guardare la motogp dal cellulare e a trattenere lacrime che mi dimostravano solo il mio amore per la mia famiglia.
Fu una giornata strana, un po' come questo post, senza senso, ma ricordandola ora mi piace, mi piace pensare che anche se era la cosa che desideravo con tutta me stessa, mi faceva in un certo senso, effetto sentirli al telefono invece che parlarci..

Questione d'abitudine, di indipendenza, di amore.. chissà.

Co, un palloncino rosso leggero e allegro.

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