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20.9.16

Intervista a Eliana Ciccopiedi + GIVEAWAY - BLOGTOUR LEGGERE ITALIANO

Ciao miei cari lettori, oggi vi lascio l'intervista all'autrice di E SE... per il BLOGTOUR LEGGERE ITALIANO.
Domani recupero la recensione, ma ora sedetevi comodi e conosciamo meglio Eliana.
Vi lascio la RECENSIONE bellissima di Legger-mente, un blog scoperto proprio con questo Blogtour ed è proprio bello bello.
Bene ora tocca a me.

Tre parole che useresti per descriverti?
Contrasti, colori, trasparenza

Prima di parlare del libro, vogliamo conoscerti meglio. Come ti sei avvicinata al mondo della scrittura? Sei anche una lettrice?
Cominciamo dalla lettura. Penso che non si possa scrivere senza amare la lettura, le due cose sono legate inscindibilmente. Quando leggiamo, diventiamo qualcuno che non siamo, ci sentiamo affini a qualcuno che magari nella vita reale neanche calcoleremmo, entriamo nei personaggi, amiamo con loro, odiamo e ci arrabbiamo con loro, viviamo la loro vita e proviamo le loro emozioni. Diventiamo qualcun altro. Stessa cosa quando scriviamo. Diventiamo i nostri protagonisti, ma ancora più intensamente che leggendoli. È talmente forte il legame che si crea, da fare male quando si arriva alla fine della storia. E noi scrittori continuiamo a sentirli nella testa, almeno, per me è così.
Ho iniziato a scrivere per caso, non era in programma. Ho sempre amato scrivere quando ero più giovane, ma poi con il tempo mi sono un po’ persa. Ho studiato architettura, e lì c’era poco spazio per coltivare la scrittura. Però, ogni tanto mi capitava di pensare, scherzando con il mio fidanzato, “Se avessi una storia, mi piacerebbe scriverla. Una volta mi piaceva scrivere…”. Era uno di quei pensieri che ti sfiorano ogni tanto, come che so, "Sarebbe bello fare il giro del mondo". Quelle cose che dici, ma sai che molto probabilmente non farai mai. Poi, un giorno, un incontro, ha portato con sé una storia, inaspettatamente. Non la stavo cercando. Almeno credo.

Parlaci del tuo debutto con “E se...” come è nata la storia, quando hai deciso “ok ho un libro che devo scrivere…”
La storia è nata da un incontro avvenuto in un teatro. Ero andata a vedere un musical molto noto, che seppur alle prime date, si preannunciava un successo, e così è stato. Ero lì, a bermi ogni singolo episodio di quello spettacolo, quando dopo diverso tempo dall’apertura, compare questo personaggio che cattura tutta la mia attenzione. In quella canzone il palco era abbastanza gremito, ma arrivò lui e l’attenzione venne calamitata. Da me, come da tutto il pubblico credo. Un insieme di voce, movenze, mimica, fattezze armoniche (diciamolo, è un belvedere e questo gioca in suo favore), e degli occhi che così non ne avevo ancora visti. Era come se in quel ragazzo ci fossero tante vite diverse. Non ha molto senso, e lui non è un vampiro, suppongo, ma questo è quel che ho pensato. Così come lui, l’intero spettacolo è stato fulminante. Non mi dilungo oltre, ma da lì Eliana, come ogni buona ragazza romantica che si rispetti, pur nascondendosi dietro un muro di scetticismo, si è fatta il film di lei che incontrava questo ragazzo per caso su un treno (a chi non capita), e la mente ha iniziato a viaggiare alla grande. Il primo incontro, le cose che io gli avrei detto (cavolate, ovvio). E non so perché, ma ho pensato: e poi, che succederebbe? Allora sono andata avanti nella storia, lei che organizza matrimoni (l’impiegata non si poteva sentire, troppo triste), e lui che casualmente di ritrova a fare il testimone… I due che parlano e parlano... Non so se c’è stato un momento preciso in cui Eliana è diventata Elena, ma è successo. Pian piano il castello in aria si è evoluto assumendo la consistenza di una storia. Un giorno ero in ufficio, sola e con poco da fare, e l’idea mi ha sfiorata: “E se la scrivessi?” Lo trovavo quasi ridicolo, però. Io di castelli in aria ne faccio tanti, ma da lì a dargli forma… Ho aperto word e ho iniziato a scrivere. Prima le sensazioni provate durante lo spettacolo, e poi il loro incontro. E come mi piaceva, ragazze. Ho scritto e scritto. Non sono più riuscita a fermarmi, tanto da doverlo fare con lo smartphone mentre ero in treno, con la gente che incuriosita mi fissava e io che cercavo di nascondermi. Ma non riuscivo a smettere.

“E se..” due parole che hanno un forte impatto emotivo per tutti, perché la scelta di questo titolo?
Sarò sincera, il primo titolo non era “E se…”, ma “Salti tu, salto io”, una citazione molto famosa. Citazione fatta nel romanzo, e che si ripropone più volte. “Se salti tu, salto anche io”. Insieme. È quello che questi due ragazzi imparano a fare. Quel titolo era anch’esso molto azzeccato. Ma, come detto, era una citazione, e questo mi infastidiva non poco. Allora mi sono scervellata alla ricerca di un altro titolo, ho chiesto alle mie amiche del gruppo whatsapp "Salti tu salto io…". Tante di quelle proposte, alcune ridicole, altre da carie… Un giorno, all’ennesima rilettura del testo, ho letto “E se…” nel discorso che i due fanno a un certo punto della storia. Era lì, c’era sempre stato. E ho pensato: “Eccolo!”. In fondo, chi di noi non ha avuto un E se… nella vita? E la linea che demarca un e se… da un mancato e se… è sottilissima, e spesso la vediamo troppo tardi. Quante decisioni ci avrebbero portate verso un’altra strada e tutto un altro percorso.

Elena e Leonardo sono una coppia di sognatori, entrambi hanno dei sogni che devono ridimensionare per la realtà in cui vivono, ci parli di loro e dell’importanza dei sogni per te, di quei desideri che tutti abbiamo chiusi nei nostri cassetti.
Io penso che Leonardo abbia poco di cui pentirsi, ha trasformato i suoi sogni in obiettivi e, con tanto lavoro e impegno, e il talento indiscutibile, sta riuscendo nella carriera di artista. Sappiamo che oggi e qui in Italia non è per niente facile, e questo lui lo sa, perciò apprezza quello che sta avendo dalla vita. Ma non gli sta capitando per caso, ha studiato tanto sapendo quello che voleva sin da piccolo. Ogni volta che un suo sogno di realizza, subito ne crea un altro. Però Leonardo è anche alla ricerca di qualcuno, qualcosa che manca, quel vuoto che tutti ci portiamo dietro e necessita di essere colmato. Lui ci crede tanto che da qualche parte nel mondo esista una persona fatta per lui.
Elena è una di quelle persone che si nasconde dietro un ostentato scetticismo ma poi non riesce a smettere di sognare. Sognare qualcuno che la completi. Questo non vuol dire non amare la persona con cui si sta, vuol dire solo essere internamente consapevoli che così non si è felici, pur illudendosi di esserlo. Elena, diversamente da Leonardo, è poco riuscita nella vita. Resta una persona brillante che sa cavarsela e dà il suo meglio in quello che fa. Ma dare il proprio meglio non è metterci anche la passione. Quando si smette di avere passione per le cose, si rischia di cadere nel baratro delle abitudini, di chi si accontenta e smette di sognare.
E in tutto ciò, io come sono, mi chiedi? Io credo nei sogni, ma ho la tendenza a non farne parola a chi mi sta vicino. Non sapevo che la scrittura sarebbe diventata un mio sogno. Mentre cercavo informazioni sulle case editrici, perfezionavo il testo, non mi stavo neanche rendendo conto che tutto questo stava prendendo la forma di un sogno. E dopo neanche troppo tempo, forse non abbastanza per realizzare, mi è arrivata una email con oggetto “Proposta di pubblicazione”. Da lì la strada è diventata piuttosto irta di ostacoli, non è stato semplice come mi sarei aspettata e il lavoro sul romanzo sembrava non terminare mai. Anche il dopo pubblicazione non è stato, e non è, facile, capire come muoversi per far notare la propria storia nel mare di storie che oggi l’editoria e il web ci offrono. Ma ormai è diventato il mio sogno. Cosa dovrei fare, abbandonarlo? Mi rimbocco le maniche e ci provo. L’importante è quello, provarci. E crederci, anche quello aiuta. Prendo il mio Leonardo come esempio.

Parliamo di Leonardo, un uomo che ci stupisce, un uomo aperto all’amore, quello vero. E di Elena, un mix di emozioni opposte. Sono due personaggi particolari. Quanto di te c’è in ognuno di loro?
Elena comincia da me, da una mia infatuazione. Alcune delle sue paure sono le mie. Come me, lei è fatta di contrasti. Il suo carattere è il mio, i pregi come i difetti, a parte qualche sfumatura. Lei è più volitiva, e un po’ meno timida di me, e quando vuole ci sa fare (io mai ^^).
Leonardo. È difficile capire Leonardo, non è uno che si apre con tutti, e in questo siamo uguali. Però, lui all’apparenza è molto aperto, è quello che definiremmo il classico bravo ragazzo, il classico amicone, sorridente e ironico. Ma quando si guardano gli occhi di Leonardo… è come se tante vite lo abitassero. E si capisce che quello che ci dà, che è comunque molto, non è tutto quello che avrebbe da dare. Beato chi riuscirà a penetrare in quegli occhi. E Leo la cerca, quella persona, inconsapevolmente.

Una cosa su cui vorrei soffermarmi sono le descrizioni dei luoghi, il tuo modo di vedere il mondo mi ha catturato, quella vista di Firenze da Piazzale Michelangelo io l’ho vissuta e la tua descrizione me l’ha fatta rivivere con un brivido d’emozione in più. Cosa ti colpisce dei luoghi? Perché hai voluto così tanto soffermarti sulle panoramiche, le prospettive delle città?
Più che di panoramiche e prospettive, io parlerei di atmosfere. Ho tentato di creare delle ambientazioni. Forse questo inibisce l’immaginazione del lettore, ma qui parliamo di luoghi realmente esistenti, e io ho voluto trasmettere le emozioni che determinati luoghi hanno trasmesso a me quando li ho vissuti. Volevo che il lettore si trovasse anche lui lì, con Elena, Leonardo e me, e provasse quello che ho provato io, e che in quel momento stavano provando Elena e Leonardo. Per me l’interazione delle persone con i luoghi è importante. Non so se dipenda dalla mia attinenza all’architettura, allo studio dei luoghi esistenti o alla realizzazione di altri ex-novo. Sicuramente a qualcosa gli studi sono serviti, ma è più una sorta di empatia che viene a crearsi con l’intorno. Io mi beo di certe sensazioni. Quello che ho fatto è stato solo cercare di trasmetterle. Vorrei aggiungere altro, ma molto verrà rivelato nel seguito del romanzo, quindi…

Mi hai detto che ci sarà un seguito, cosa ci dobbiamo aspettare noi romanticoni dalla storia di Leonardo e Elena? 
Senza fare spoiler… è difficile! Ehm, come dico nei ringraziamenti "C’è sempre un dopo, e non è mai bello come il prima". Ergo, qualcosa dovrà rovinarsi. Ma quel che si rovina, non è detto che non sia recuperabile. Altra cosa che posso rivelare è che il seguito non avrà come protagonisti solo Leonardo ed Elena. Saranno affiancati da altri due personaggi di altrettanta importanza e spessore. Devo ammettere che quando ho iniziato a scrivere la loro storia, mi sono fatta talmente prendere che ho abbandonato per un po’ quella dei miei primi due amori. Questi due “nuovi" sono molto di compagnia.

Ultimissima richiesta, un pensiero ai lettori, perché loro dovrebbero leggere il tuo libro?
L’altro giorno, con il mio fidanzato, me ne sono uscita fuori con una delle mie frasi, di quelle stupide e scontate: “Ma se io non avessi mai letto Harry Potter, ti rendi conto di cosa mi sarei persa?”. Scontata, appunto, ma ogni tanto mi vengono di queste illuminazioni folgoranti. Nel senso, se non lo avessi letto, non avrei mai saputo cosa mi sarei persa, ovvio. Ma dopo averlo letto so che non avrei potuto farne a meno, perché mi ha dato tanto. Sempre più scontato, eh.
Ebbene, al mondo in poche hanno letto la mia storia, e da lettrice, mi dispiace tanto, sapete? Perché io avrei voluto leggerla, la storia di Elena e Leonardo, se non l’avessi già scritta.
Non è per la gloria o l’ego ma perché secondo me è una storia che ha tanto da dare.

Ebbene siamo arrivati alla fine di questa (immensa) intervista, Eliana è abbastanza loquace aha, spero di avervi incuriosito su di lei, sulla sua storia, su Leonardo e Elena.
La storia merita, tanto, non perché lo dice anche lei, ma perché ci fa vivere emozioni belle belle.
Se la storia vi ha incuriosito eccovi la possibilità di vincere una copia di questo bellissimo libro. complicata il format e in bocca al lupo a tutti..
Co.

11 commenti:

  1. Grazie per lo spazio, cara CO! ps non è colpa mia se ho scritto tanto, ma delle domande che richiedevano risposte precise!

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  2. Adoro le interviste alle nuove autrici e le tue domande sono stupende così come molto profonde sono state le risposte di Eliana! Non vedo l'ora di riuscire a leggere questo libro che scalpita sul mio ipad <3

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    1. leggilo, leggilo, legggilooooo ti piacerà moltissimo!!!

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    2. Grazie Ely, io, Elena e Leonardo ti aspettiamo!!

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  3. Intervista meravigliosa. E' stato molto interessante scoprire com'è nata l'idea per la storia, come poi si è sviluppata...queste piccole curiosità mi affascinano sempre. Per quanto riguarda il titolo, "Salti tu, salto io" sarebbe stato un titolo carinissimo ma a parer mio "E se..." è molto più azzeccato, perché queste tre lettere sembrano contenere infinite possibilità. A proposito dell'ambientazione invece è sicuramente importante lasciare spazio all'immaginazione del lettore ma io adoro quando gli autori di un libro si soffermano sui luoghi, descrivendone i dettagli, le emozioni che provano i personaggi etc credo che in questo modo sia più facile per il lettore immedesimarsi. E che dire, non vedo l'ora di scoprire la storia di Elena e Leonardo,di "scoprirli" anche individualmente, di ritrovarmi con loro a Firenze...

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    1. grazie.. condivido quello che hai detto!!
      leggilo il libro, ti piacerà moltissimo :)

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    2. Grazie Dory, per esserti soffermata a leggere. Ammetto che il mio essere prolissa nello scritto può anche risultare pesante, se manca l'interesse. Ma tu mi sembri una che sa soffermarsi quando è giusto farlo. Spero leggerai la storia tra questi due ragazzi, e sappi che io sono sempre pronta a parlarne con chiunque, a me piace tanto parlare di loro... se ti va, mi trovi su facebook! Non perderti la prossima tappa, e partecipa al give! ti abbraccio

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  4. Questa scrittrice è un vulcano, e tutto l'entusiasmo di cui è portatrice sicuramente si è riversato nel suo romanzo, ed è una cosa bellissima!

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    1. Alexandra, davvero l'impressione che do è quella del vulcano? Al massimo un vulcano spento, in attesa!

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    2. Eliana, scusami se rispondo solo ora! Sì, mi dai l'impressione di un vulcano! Dici in attesa; ricorda, i vulcani in attesa sono quelli che quando poi eruttano fanno davvero scintille! 😉😉😉

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