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31.1.15

SE QUESTO E' UN UOMO, I MIEI CLASSICI

Ciao lettore, ieri avrei dovuto caricare il commento di 'Se questo è un uomo' di Primo Levi ma causa esami mi sono dimenticata di mettere la programmazione nel post e quindi non ho caricato niente.. *triste*
Ma oggi rimediamo all'istante, eccoti il quarto appuntamento dei 'MIEI CLASSICI' che conclude questo primo mese, la programmazione non è sempre stata rispettata nei minimi dettagli ma sono felice di riuscire a portare avanti tutto. *baci*

Autore: Primo Levi
Titolo: Se questo è un uomo
Casa editrice: consiglio come sempre Garzanti, la loro collana di classici mi piace veramente tanto
Anno pubblicazione: 1947
Genere: Drammatico, Storico
Pagine: 214 pagine


Trama:
Il racconto della deportazione vissuta dall'autore, che ebbe inizio il 13 dicembre del 1943. Il libro segue in maniera fedele tutta la sua deportazione e la vita nel campo di concentramento di Monowitz; le sofferenze inflitte dalle guardie, le atroci violenze subite e a cui a dovuto assistere. Levi riesce a sopravvivere perché le sue competenze fanno sì che possa trovare un impiego come chimico all'interno del lager. Trascorre così circa un anno, poi l'avvicinarsi dell’Armata Rossa costringe i tedeschi alla ritirata, che si portano dietro solo i prigionieri sani; Levi, malato di scarlattina, rimane nel lager e ciò determina la sua salvezza, infatti il 27 gennaio 1945 arrivano i soldati sovietici che restituiscono la libertà ai sopravvissuti.

Lo consiglio ?!
Più che consigliare questo libro io ti esorto a leggerlo in quanto ritengo la letteratura dedicata alla seconda guerra mondiale e al suo orrore l'unico mezzo per ricordare la crudeltà che l'uomo è stato capace di compiere. Questo libro nello specifico, lo ritengo il "manifesto" di tutta la letteratura sull'olocausto, non per un reale motivo, ma solo per un mio attaccamento personale alla figura di Primo Levi. Il suo racconto verità mi ha sempre coinvolta e straziata, mi ha mostrato quella terribile verità che DEVE essere ricordata.
Con uno stile scarno, lineare, nella sua semplicità incredibilmente evocativo, Levi riesce a tratteggiare il resoconto oggettivo, del tutto privo di ogni forma di odio e vendetta verso i suoi aguzzini, della sua deportazione.
La forza narrativa, lucida e cristallina fluisce nel racconto, spinta dalla necessità di gridare a tutti che è esistito un luogo, dove si è annullata la dignità umana. Levi con le sue descrizioni riporta come l'uomo si annulla nel campo, come diviene semplice pezzo, che se si rompe viene sostituito. Ma ci descrive anche i vari modi in cui i prigionieri difendono la loro dignità di esseri umani.
La cosa che mi ha sempre colpito è l'atmosfera che l'autore è riuscito a imprimere in ogni singola pagina, ogni tappa del suo viaggia riportano quell'atmosfera di crudeltà, orrore e distruzione.
Questo libro deve spinge a riflettere. Se questo è un uomo. Se un uomo può annullare la dignità di un altro essere umano.

4 commenti:

  1. E pensare che Primo Levi ce l'ho avuto tra i possibili temi dell'esame di maturità ma che purtroppo non ho potuto fare perchè non c'era nel mio programma scolastico -.- Però incuriosita, finita la scuola, ho letto questo suo libro e mi ha fatto piangere come una fontana. Una storia struggente che purtroppo è successa davvero e che mi ha dato un senso di amarezza e impotenza per non poter cambiare il passato.

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    1. si la prima lettura provoca tutto questo... se vuoi leggere anche la Tregua sempre di Levi che è il suo rientro a casa dopo la deportazione... forse è ancora più struggente.
      Purtroppo anch'io a scuola non sono arrivata a trattarlo e sinceramente mi dispiace, secondo me fa parte di quel gruppo di classici che tutti a tutte le età dobbiamo leggere. Più testimonianza di questa non so cosa ci sia.

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  2. Che dire? Davanti a questo tipo di libri ti mancano le parole.

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    1. l'ho letto così tante volte che ho le parole scolpite in testa... è un passato che non dovremmo dimenticare mai, anche grazie a questi libri.

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