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21.1.15

IL GIARDINO DEI FINZI CONTINI, I MIEI CLASSICI

Ciao lettore, probabilmente cambierò giorno di questa rubrica dato che ormai carico sempre di mercoledì i miei classici xD.. questo è per dire in modo diverso che anche questa settimana sono in ritardo !!!
Ma eccoci, oggi ti parlo di uno di quei libri che inizialmente non riuscivo a capire e quindi non mi piaceva; ma poi grazie all'aiuto della mia (amata) professoressa che un pomeriggio si è fermata a scuola solo per parlarmi di questo libro, me ne sono innamorata. Oggi ci sono 'I giardini dei Finzi Contini', avevo pensato che in vista della giornata mondiale della memoria (27 gennaio 2015) faccia bene a tutti ricordarsi cosa succede quando il mondo è in guerra.

Autore: Giorgio Bassani
Titolo: Il giardino dei Finzi Contini
Anno pubblicazione: 1962
Genere: Drammatico, Storico
Pagine: 233 cartaceo 4,50€




Trama:
Nel prologo a Il giardino dei Finzi Contini Bassani descrive come una sua visita nel 1957, alla necropoli etrusca di Cerveteri abbia suscitato in lui una breve riflessione sul rapporto dialettico tra la vita e la morte, fortemente intrecciato con quello tra il passato e il presente. L'occasione lo spinge indietro con la memoria, "a Ferrara, al cimitero ebraico in fondo a via Montebello", e in particolare alla "tomba monumentale dei Finzi Contini", dove riposa un unico membro della famiglia che aveva conosciuto negli anni precedenti alla Seconda guerra mondiale. Il libro è un omaggio memoriale postumo a questo gruppo di israeliti, destinati a morire nei lager nazisti, per restituirli alla vita attraverso la forza dell'arte. La vicenda è ambientata nei tempi cupi del fascismo e delle leggi razziali che colpirono tante famiglie ebree e che esclusero i giovanni dalle scuole pubbliche e da tutte le associazioni culturali e ricreative. Per questo motivo Ermanno e Olga Finzi Contini rompono la loro cortina di riservatezza e aprono i cancelli del proprio giardino a un gruppo di coetanei dei figli Alberto e Micol. Fra questi giovani c'e' anche l'io narrante, già da tempo affascinato da quel luogo, ma soprattutto dal modo d'agire enigmatico e imprevedibile di Micol, personaggio simbolico che richiama gli archetipi mitici del viaggio iniziatico dall'adolescenza alla maturità. La dedica storia di un amore tacito e discreto, chiuso nell'ambito di un giardino, di un campo da tennis e di una casa, si apre allora nella prospettiva di una storia più ampia, che coinvolge l'intimo inafferrabile di ogni creatura umana. {retro ed. "Oscar Mondadori"}

Lo consiglio ?!
Lettore ti devo confessare che questo libro inizialmente non mi aveva conquistato, poi grazie all'aiuto della mia docente di italiano (durante il terzo anno di liceo) che riuscì a indirizzarmi sulla strada giusta per capirlo, ne sono rimasta affascinata. Ogni quesito che mi era sorto e che mi impediva di vedere l'eleganza di questo libro, beh tutte queste domande, mi spiegò la mia professoressa, erano il bello di questo romanzo.
Dopo questo libro (e la spiegazione della mia professoressa) ho riletto molti libri che alla prima lettura mi aveva deluso, e alcuni li ho rivalutati; è sempre bello trovare il buono, la meraviglia in un libro.{questa è la mia idea, e il fatto che metto sempre in luce soprattutto gli aspetti positivi di un romanzo}
Ora parliamo di questo libro; Bassani mostra uno stile eccezionale, capace di intrecciare finzione e realtà: leggendo il romanzo vieni trasportato in un mondo (il giardino) e conosci una famiglia (i Finzi Contini) che non sono esistiti, ma d'altro canto, tutta l'architettura del testo trasmette la realtà storia, partendo dalla Ferrara, fascista, arrivando al cimitero ebraico. {ci sono molti documenti che ipotizzando una famiglia alter ego di quella rappresentata qua}
Nel prologo l'io narrante visita le tombe etrusche, che lo portano a riflettere sulla vita e soprattutto sulla morte malinconica, come evento ineluttabile della vita umana che chiude il tutto; e da questa riflessione parte il ricordo dell'infanzia dell'io narrante, e del micromondo del giardino dei Finzi Contini. Già dall'incipit conosci le sorti della famiglia Finzi Contini, sterminati nei lager nazisti, ma non sai le avventure che passeranno, e lì ti incuriosisci, vuoi conoscere e scoprire chi erano Micol e Alberto e come sono entrati in contatto con l'io narrante, vuoi conoscere quel mondo ovattata del giardino, dove tutto appare idealizzato.
L'autore riprende il tema del percorso di formazione, infatti l'io narrante parte dalla sua condizione di adolescenza con l'incontro con Micol, di cui si innamora; poi passa per le vicende del suo innamoramento e al bruciante rifiuto della ragazza. Qui arriva la svolta, l'io narrante riprende coscienza del tempo, si sveglia come da un lungo sonno, e grazie al dialogo con il padre diventa adulto e descrive oggettivamente (rompendo quell'idealismo che fino ad ora aveva accompagnato la descrizione del giardino) una fine che io (lettore) non mi aspettavo assolutamente.
Sono notevoli le descrizioni minuziose che non stonano all'interno del testo, e soprattutto è da rilevare la penna dell'autore nel sapere descrivere tutto ciò che vede e che prova, rendendo il lettore partecipe e il libro di un significato toccante.
Il romanzo si fonda sulla base del Ricordo: il ricordo di quegli anni duranti il quale un gruppo di ragazzi riesce a vivere una realtà parallela anche se considerati "esclusi" dalla vita sociale; il ricordo di chi ha vissuto realmente quel periodo e ha conosciuto il dolore nel rendersi conto che i propri cari o amici non torneranno più. [diverso dal dolore di chi è riuscito a tornare]. Questa chiave di lettura rende questo romanzo uno dei più complessi e allo stesso tempo meravigliosi dedicati allo sterminio degli ebrei.
Io credo che questo libro insegni molto, non si deve vivere in un mondo ovattata, dove tutto appare irreale, la realtà per quanto dolorosa e brutale sia è sempre meglio, si deve essere in grado di CAPIRE il mondo che ci circonda.
Tu lo conoscevi, che ne pensi? Questi libri con uno sfondo storico a  me colpiscono sempre, anche se con nota più o meno ampia di fantasia rispecchiano quei periodi, e credo che sia utile ripercorrere il passato e conoscere cosa è stato in grado di fare l'uomo per non poter commettere di nuovo lo stesso errore.

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